Condominio: l’esercizio di un’attività di b&b è sempre legittimo?

Non è possibile cambiare la destinazione d’uso di un appartamento trasformandolo in “affittacamere”, attività alberghiera o bed and breakfast se il regolamento di condominio lo vieta. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 109 del 7 gennaio 2016. Una sentenza che sembra ribaltare il precedente orientamento affermato dalla stessa Corte Suprema, che in passato si era espressa a favore delle attività ricettive in condominio, anche in presenza di divieti nel regolamento, ritenendo tali attività compatibili con la destinazione d’uso abitativa.

Secondo il nuovo orientamento non sono esercitabili B&B o attività ricettive di qualsiasi genere qualora il regolamento ne stabilisca il divieto. L’impossibilità permane anche nel caso in cui il regolamento è datato, ed anche se altri condomini, in passato, violando lo stesso regolamento, hanno utilizzato i propri appartamenti per attività commerciali, imprenditoriali o professionali.

Secondo la Suprema Corte la condotta contraria al regolamento tenuta in passato da altri condomini non può influenzare la interpretazione e la vigenza del regolamento stesso. La stessa Corte sottolinea che “ontologicamente l’attività di affittacamere è del tutto sovrapponibile, in contrapposto all’uso abitativo, a quella alberghiera e, pure a quella di bed and breakfastNe consegue che tali attività recettive non possono essere avviate se il regolamento contrattuale di condominio vieta usi diversi da quello abitativo.