Lotta al caporalato: la nuova normativa.

Inasprimento del quadro normativo penale, aumento dei controlli sui datori di lavoro, misure specifiche a tutela dei lavoratori agricoli stagionali. Sono queste le principali novità introdotte dalla legge n. 199 del 29 ottobre 2016 che, in vigore dallo scorso 4 novembre, riscrive l’art. 603 bis del Codice Penale, già introdotto col D.L. 138/11, rubricato “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”. 

La nuova norma prevede, in particolare la riformulazione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con la previsione della pena della reclusione da 1 a 6 anni e della multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. Lo scopo era quello di contrastare il c.d. fenomeno del caporalato, migliorando la qualità degli strumenti repressivi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fra le innovazioni più significative, vi è la potenziale responsabilità soggettiva, in qualità di autore del reato, anche del datore di lavoro che ponga in essere una condotta di sfruttamento del lavoratore (nel testo previgente, invece, era punibile solo l’intermediario), e la possibilità riservata alla magistratura di irrogare sanzioni patrimoniali (confisca obbligatoria, anche per equivalente ex art. 603 bis 2 c.p.) così da colpire l’eventuale ricchezza maturata, dagli autori del reato, mediante lo sfruttamento del lavoro. 

E’ prevista, altresì, l’adozione di misure cautelari relative all’azienda agricola in cui è commesso il reato. In merito, il giudice può disporre, in luogo del sequestro, il controllo giudiziario dell’azienda presso cui è stato commesso il reato, qualora l’interruzione dell’attività imprenditoriale possa comportare ripercussioni negative sui  livelli occupazionali o compromettere il valore economico del complesso aziendale. A tal proposito, lo stesso, con il decreto con cui dispone il controllo giudiziario dell’azienda, nomina uno o più amministratori, scelti tra gli esperti in gestione aziendale iscritti all’Albo degli amministratori giudiziari.