Legittima la cartella INPS notificata agli eredi del debitore in caso di accettazione con beneficio di inventario.

L’Inps può notificare una cartella di pagamento, per crediti contributivi, all’erede che abbia accettato con beneficio di inventario. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 23 gennaio 2017 n. 1698, chiarendo che in questi casi non si è di fronte ad un atto esecutivo ma soltanto al suo “preannuncio”. Ed ha così rigettato il ricorso dell’erede contro l’Istituto di previdenza.

Con sentenza in epigrafe, la Corte di cassazione conferma che la cartella di pagamento con la quale l’ente previdenziale fa valere un credito contributivo non è un atto esecutivo, ma è un atto che preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva, pertanto, parificabile al precetto; ne consegue che la sua notificazione all’erede in pendenza della procedura di liquidazione dell’eredità con beneficio d’inventario non cade nel divieto previsto dall’art. 506 c.c. che vieta le procedure esecutive dopo la pubblicazione prescritta dal terzo comma dell’art. 498 c.c.

È stato così affermato il principio secondo cui, in pendenza della procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata, i creditori dei “de cuius” possono proporre contro l’erede (sia in sede ordinaria che monitoria) azioni di condanna od anche di mero accertamento dell’esistenza ed entità del loro credito, ancorché abbiano presentato la dichiarazione di credito di cui all’art. 498 cod. civ., stante l’autonomia e quindi la possibilità di coesistenza dei due procedimenti, poiché detta procedura di liquidazione vieta soltanto l’inizio di procedure esecutive individuali e la distribuzione del ricavato delle procedure in corso (Cass. del 27 gennaio 2011, n. 1948; Cass. 3 dicembre 2008, n. 28749). È poi onere del soggetto chiamato all’eredità e nei cui confronti la notificazione avvenuta opporsi per resistere alla pretesa dell’ente (cfr. Cass. 3 settembre 2007, n. 18534).