Cassazione: affittare una casa a una prostituta non integra il reato di favoreggiamento.

Cedere in locazione un appartamento a una prostituta non è reato se non ci sono altri benefit o servizi finalizzati a incentivare il meretricio. E’ quanto ha stabilito la recente sentenza della Corte di Cassazione del 16 gennaio n. 1773, che ha accolto il ricorso contro il sequestro di alcuni alloggi utilizzati da prostitute. I giudici di primo grado avevano rigettato la richiesta di riesame proposta dal proprietario degli immobili avverso il decreto di sequestro preventivo di appartamenti di sua proprietà emesso dal G.I.P. in relazione ai reati di cui agli artt. 110 e 81 cod. pen. e 3, comma 1, nn. 2 e 3 legge 75 del 1958.

Il Tribunale aveva escluso che la condotta attribuita all’indagato potesse essere qualificata come esercizio di una casa di prostituzione, mancando ogni forma di organizzazione, nemmeno rudimentale, così come essa non poteva integrare la fattispecie di tolleranza alla prostituzione, che concerne solo locali aperti al pubblico, ravvisando, tuttavia, il fumus del reato di favoreggiamento della prostituzione: la locazione dei due appartamenti non perseguiva, infatti, alcuna finalità abitativa, essendo i contratti intestati a soggetti che non avevano mai risieduto negli immobili, per cui il contratto fungeva da paravento ad un’attività consapevole e sistematica di favoreggiamento della prostituzione.

La Cassazione ha rigettato il ricorso avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame, giacché, in materia di sequestro il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, ai sensi dell’art. 325, comma 1, cod. proc. penale e pertanto, con esso non possono essere denunciati vizi della motivazione. Quanto al merito della vicenda, i Supremi giudici hanno espresso il seguente principio “la cessione in locazione, a prezzo di mercato, di un appartamento ad una prostituta, anche se il locatore sia consapevole che la locataria vi eserciterà la prostituzione in via del tutto autonoma e per proprio conto, non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione, atteso che la stipulazione del contratto non rappresenta un effettivo ausilio per il meretricio”

Al contrario, “ricorre il reato se, oltre al godimento dell’immobile, vengono fornite prestazioni accessorie che esulino dalla stipulazione del contratto ed in concreto agevolino il meretricio (come nel caso di esecuzione di inserzioni pubblicitarie, fornitura di profilattici, ricezione di clienti o altro).