Daspo antispacciatori: da oggi in vigore le nuove norme.

È in vigore da oggi il decreto legge n. 14 del 20 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 42.

Il Provvedimento rappresenta un intervento urgente emanato congiuntamente dai ministeri della Giustizia e dell’Interno per il rafforzamento dei poteri dei sindaci in materia di sicurezza urbana.

Daspo contro gli spacciatori e altre misure in materia di sicurezza urbana.

Prevede misure a carico di chi impedisce l’accesso a stazioni e aeroporti, musei e parchi archeologici, oltre al “Daspo cittadino” per contrastare le attività di spaccio.

La competenza per l’emanazione dei relativi provvedimenti è affidata al sindaco, ed i proventi delle sanzioni andranno a finanziare iniziative di miglioramento del decoro urbano.

Se le condotte però continuano e ne può derivare un pericolo per la sicurezza, allora la competenza si sposta in capo ai questori che potranno disporre il divieto di accesso per un periodo non superiore a 6 mesi (dovrà però individuare modalità compatibili con le esigenze di salute e lavoro della persona destinataria dell’atto). Il divieto, quanto a durata, potrà essere esteso da un minimo di 6 mesi a un massimo di 2 anni quando chi ne è oggetto è già stato condannato in via definitiva o anche solo in appello per reati contro la persona o il patrimonio. Per questi reati poi, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata al divieto di frequentazione di determinati luoghi.

Ulteriori misure potranno riguardare anche i locali pubblici (bar, ristoranti birrerie, ed altri locali aperti al pubblico): il questore potrà disporre un divieto di accesso che colpirà le persone condannate nel corso degli ultimi 3 anni per la vendita di sostanze stupefacenti per fatti commessi all’interno o nelle vicinanze di locali pubblici. La misura dovrà essere compresa tra 1 e 5 anni e comunque il questore potrà anche prevedere l’obbligo di presentarsi almeno 2 volte a settimana presso gli uffici di pubblica sicurezza oppure negli orari di apertura delle scuole. Per la violazione dei divieti è stabilita una sanzione pecuniaria da 10mila a 40mila euro. Foglio di via obbligatorio e avviso orale, misure di prevenzione previste dal Codice antimafia (estesa anche la possibilità di ricorso al braccialetto elettronico nel caso di sorveglianza speciale), potranno essere applicate anche a chi trasgredisce i divieti di frequentazione dei luoghi previsti dal decreto.

Per chi sporca immobili o mezzi di trasporto, la condanna per imbrattamento (articolo 639 del Codice penale) potrà comportare anche l’obbligo di ripristino e ripulitura, ovvero il risarcimento per le spese sostenute.