Testamento dettato al notaio: valido qualora le volontà siano state confermate innanzi ai testimoni.

Ai fini della validità del testamento, qualora la scheda sia stata predisposta dal notaio, condizione necessaria e sufficiente è che egli, prima di dare lettura della scheda stessa, faccia manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testi.

Valido il testamento dettato al notaio dal non vedente qualora le volontà siano confermate innanzi a testimoni.

È quanto è stato affermato dalla Corte di Cassazione, sezione seconda civile, nella sentenza n. 1649 depositata il 23 gennaio 2017.

Secondo quanto accertato dai Giudici , nel caso di specie, la cecità del testatore non è causa di invalidità del testamento pubblico.

In relazione ad altro motivo di impugnazione, i Giudici hanno altresì sancito che il testamento, olografo o pubblico che sia, non deve necessariamente contenere, a pena di nullità le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validità dell’atto, che questi siano comunque identificabili senza possibilità di confusioni, salva la necessita, la quale peraltro non attiene ad un requisito di regolarità e validità del testamento, che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, provvedano essi ad indicare specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ecc..

Precisano inoltre gli ermellini che la sentenza di merito “ha correttamente operato – con riferimento alla stipula del testamento pubblico- la distinzione fra operazioni attinenti al ricevimento delle disposizioni testamentarie e quelle relative alla confezione della scheda che, pertanto, possono svolgersi al di fuori di un unico contesto temporale.