Immissioni: escluso il risarcimento in caso di reazione abnorme a modeste sollecitazioni disturbanti.

Immissioni: non dovuto il risarcimento del danno richiesto dai vicini se la normale tollerabilità è esclusa da disturbi fisici.

Lo ha deciso la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 661/2017 per la quale i ricorrenti non sono in grado di sopportare rumori di lieve entità, quali quelli provocati dal televisore o dai servizi igienici, a causa di un loro proprio disturbo fisico.

La Suprema Corte ha confermato la conclusione cui era giunta la Corte d’appello che escludeva “..  l’esistenza di un nesso causale tra le lamentate immissioni rumorose ed il malessere ansioso-depressivo, rilevando che quel malessere non è l’effetto dei fattori ambientali, quanto piuttosto da ricollegare al fatto che gli attori sono – come confermato dalla documentazione sanitaria – individui dalla personalità disturbata, con difficoltà nelle relazioni interpersonali che sono la causa di una reazione abnorme a modeste sollecitazioni disturbanti, quali lo scorrere dell’acqua nei sanitari o le emissioni acustiche provenienti dal televisore dalle persone presenti nell’appartamento adiacente..”.
Nel caso di specie, la consulenza tecnica confermava la presenza, nei ricorrenti, di tratti e caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, con risultati indicativi di un soggetto “ipervigilante”, vale a dire di una persona che “investe molta energia per mantenere vivo un continuo stato di allerta. Tali persone sono vulnerabili e di conseguenza sono sempre sulla difensiva, pronte a controbattere a un attacco. Non hanno fiducia negli altri, non sentono il bisogno di vicinanza e per questo evitano di instaurare relazioni intime e profonde con altre persone”.