Prova della notifica: inefficace a tal fine la copia fotostatica dell’avviso di ricevimento relativa all’accertamento, se contestata dal contribuente.

Cassazione, sezione tributaria, sentenza 5077 del 28 febbraio 2017

Qualora il contribuente disconosca in giudizio, sin dal primo grado, la conformità all’originale delle fotocopie dell’avviso di ricevimento relative alla notifica dell’avviso di accertamento prodotte in giudizio dall’Agenzia delle Entrate, l’Ufficio è obbligato a esibire gli originali. In caso contrario, si ha difetto di prova in relazione alla notifica degli atti impositivi, con le derivanti conseguenze.

E’ questo il principio enunciato dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione con la sentenza n. 5077 del 28 febbraio 2017.

Il ricorso di un contribuente avverso una cartella esattoriale, era stato accolto dalla CTP per omessa notifica degli atti di accertamento presupposti. Tuttavia, su appello dell’Ufficio, il giudice di secondo grado accoglieva le doglianze espresse dall’Agenzia delle Entrate, rilevando la legittimità della cartella di pagamento relativa a due avvisi di accertamento notificati e non impugnati.

Secondo i Giudici della CTR, la notifica dei due atti presupposti era da ritenersi valida perché effettuata presso il domicilio del contribuente in mani di parente dichiaratosi convivente. Gli avvisi di ricevimento depositati a riprova della notifica degli avvisi di accertamento venivano prodotti in fotocopia.

Il contribuente aveva disconosciuto le fotocopie depositate sin dal giudizio di primo grado.

La Suprema corte ha accolto il motivo di ricorso chiarendo sul punto che, a norma dell’articolo 2719 del Codice civile, è necessario l’espresso disconoscimento della conformità con l’originale delle copie fotografiche o fotostatiche. Tale principio si applica tanto alla conformità della copia rispetto al suo originale, quanto all’autenticità di scrittura o di sottoscrizione.

Ne consegue che la copia fotostatica non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all’originale, quanto nella scrittura e sottoscrizione, ove la parte comparsa non la disconosca in modo specifico e non equivoco alla prima udienza ovvero nella prima risposta successiva alla sua produzione. Il disconoscimento implica per l’altra parte la produzione dell’originale, fatta salva la facoltà del giudice di accertare tale conformità anche in altri modi.

Nel caso di specie, poiché il contribuente in primo grado, dopo la produzione delle copie fotostatiche degli avvisi di ricevimento relativi alla notificazione degli accertamenti, aveva disconosciuto la loro conformità all’originale, l’amministrazione aveva l’onere di produrre gli originali senza però provvedervi.

Ne consegue che la notificazione degli atti presupposti alla cartella di pagamento impugnata che il contribuente lamentava di non aver mai ricevuto, non è stata provata.

Da qui l’accoglimento del ricorso dell’interessato. Non essendo stati, poi, ritenuti necessari ulteriori accertamenti di fatto, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso introduttivo del contribuente condannando l’Agenzia delle Entrate alle spese di lite di tutti i gradi del giudizio.