Live streaming: il sito internet che, senza autorizzazione, trasmette i programmi di tv commerciali viola il diritto d’autore.

Live streaming: la Corte di giustizia dell’Unione Europea, Quarta Sezione Sentenza 1° marzo 2017, con la Sentenza C-275/15, è intervenuta sulla questione riguardante la ritrasmissione da parte di terzi, mediante Internet, di programmi di emittenti televisive commerciali.

Il ricorso principale era stato depositato da emittenti televisive commerciali, titolari di diritti d’autore in base al diritto nazionale, sui loro programmi televisivi nonché sui film e sugli altri elementi inclusi nei loro programmi.

Live streaming e violazione del diritto d’autore.

La domanda di pronuncia pregiudiziale verteva sull’interpretazione dell’articolo 9 della direttiva 2001/29/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione.

Sul punto, la Corte Europea ha sancito che “L’art. 9 della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, con particolare riferimento alla nozione di «accesso ai servizi di diffusione via cavo», dev’essere interpretato nel senso che non rientra nell’ambito di applicazione di tale disposizione, e non è da questa autorizzata, una normativa nazionale che esclude una violazione del diritto d’autore in caso di ritrasmissione immediata via cavo, eventualmente anche mediante Internet, nella zona di trasmissione iniziale, di opere diffuse su canali televisivi soggetti a determinati obblighi di servizio pubblico“.

“Un’interpretazione dell’articolo 9 della direttiva 2001/29, secondo cui esso permetterebbe una ritrasmissione senza il consenso degli autori, in casi diversi da quelli previsti dall’articolo 5 di tale direttiva, sarebbe contraria non solo all’obiettivo di tale articolo 9, ma parimenti al carattere esaustivo di detto articolo 5 e pregiudicherebbe la realizzazione dell’obiettivo principale di tale direttiva di stabilire un livello elevato di protezione in favore degli autori”.