AIGA: Crisi di “vocazione” dei notai? Estendere le competenze agli avvocati

AIGA  –  COMUNICATO STAMPA del 22 febbraio 2017
Crisi di “vocazione” dei notai: estendere competenze agli avvocati
I numeri che in questi giorni circolano sui principali quotidiani nazionali, che tratteggiano una significativa diminuzione dei notai (ad es. 118 sedi vacanti nel solo distretto ambrosiano), anche e soprattutto in prospettiva futura (riduzione dei praticanti dai 1200 del 2012 ai 400 del 2016), meritano una riflessione approfondita.

«Partendo da una attenta analisi del fenomeno, riferita anche all’evoluzione normativa, sociale e tecnologica – il calo numerico è preoccupante per l’interesse primario della cittadinanza a poter usufruire di detti servizi in un regime di adeguata concorrenza» afferma il presidente dell’AIGA, Michele Vaira.

«Appaiono indiscutibilmente contraddittorie le scelte politiche sino ad oggi compiute, visto che all’esiguo numero dei notai fa da contraltare una consistente presenza di avvocati. L’avvocatura, oltre a non presentare, come noto, problemi di numeri e/o di vocazioni, è in una profonda crisi di spazi di mercato e di reddito.

Una – rapida ed efficace – soluzione per entrambi i problemi potrebbe essere quella del trasferimento di alcune competenze dai notai agli avvocati, che sono accomunati da una identica provenienza formativa pre-concorsuale. Il mondo forense, dal suo canto, ha sempre dimostrato disponibilità a creare sinergie con altre professioni nel primario interesse dell’utenza.

Gli avvocati, infatti, che già rivestono la qualifica di pubblici ufficiali relativamente ad alcune attività professionali, ben possono – al pari dei notai – garantire la pubblica fede di numerosi negozi giuridici, con particolare riferimento alla materia contrattuale. La riforma dell’Ordinamento Forense, che ha disegnato un professionista specializzato e aggiornato, e adeguate forme di assicurazione obbligatoria per coloro che – al pari di molti colleghi europei – vorranno svolgere le funzioni di public notaries, costituiscono sufficienti garanzie di affidabilità, che sarà accompagnata da una indubbia competitività dal punto di vista economico, con innegabile vantaggio per la cittadinanza.

In tal senso, opportunamente, era stato concepito il DDL concorrenza che, prima della modifica operata dalla Camera dei Deputati, prevedeva la possibilità per gli avvocati di autenticare gli atti di trasferimento immobiliare, pur con alcune (incomprensibili) limitazioni.

È ora di ridare slancio al DDL concorrenza, innanzitutto reintroducendo le norme soppresse, mirando a soddisfare la richiesta di tutela con l’allargamento delle competenze degli avvocati.