Autovelox: il giudice di merito può sindacare il provvedimento prefettizio che ne abbia autorizzato l’installazione

La Corte di Cassazione, sez. II Civile, con l’ordinanza n. 5532 depositata il 6 marzo 2017,  ha ribadito l’orientamento già consolidato (cfr. sentenza n. 7872/11), secondo il quale è sindacabile da parte del giudice del merito il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del conducente, previsto dall’art. 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, il quale sancisce che detto provvedimenti può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante rinvio alla classificazione di cui all’art. 2, commi 2 e 3, cod. strada, e non altre.

I Giudici hanno pertanto ritenuto illegittimo, con relativa disapplicazione nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il provvedimento prefettizio che abbia autorizzato l’installazione delle suddette apparecchiature in una strada urbana che non abbia le caratteristiche “minime” della “strada urbana di scorrimento”, in base alla definizione recata dal comma 2, lett. D), del citato art. 2 cod. strad., censurando la decisione del Tribunale di merito, che aveva ritenuto di non poter sindacare la legittimità del provvedimento prefettizio e(…) art. 4 d.l. n. 121/2002.

Precisano i Giudici della Suprema Corte che, al contrario, è un dovere del giudice del merito procedere a tale sindacato e, a tal fine, verificare se le caratteristiche oggettive della strada in questione consentissero di ricondurla nell’ambito della categoria di cui alla lettera D) dell’articolo 2 cod. strada.