Inesatta indicazione a mezzo PEC della data di comparizione: nullità assoluta del procedimento penale.

L’inesatta indicazione della data di comparizione per il dibattimento integra una nullità assoluta ai sensi degli artt. 601, commi 3 e 6, 429, comma 1 lett. f), 178, comma 1 lett. c) e 179, comma 1, cod. proc. pen., in quanto la trattazione della causa in giorno diverso da quello fissato per la comparizione nel decreto di citazione impedisce l’intervento dell’imputato e l’esercizio del diritto di difesa, equivalendo ad omessa citazione (Sez. 5, n. 12641 del 21/12/2015 – dep. 2016, Galdino, Rv. 267020).

Lo ha enunciato la Corte di Cassazione, sez. IV Penale, con la sentenza n. 11418 depositata il 9 marzo 2017.

Nel caso di specie il era stato proposto ricorso avverso la sentenza della Corte di Appello che aveva confermato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale nei confronti dell’imputato in relazione al delitto di cessione di sostanza stupefacente del tipo eroina.

Secondo la corte costituisce jus receptum in giurisprudenza il principio secondo cui l’inesatta indicazione della data di comparizione per il dibattimento integra una nullità assoluta ai sensi degli artt. 601, commi 3 e 6, 429, comma 1 lett. f), 178, comma 1 lett. c) e 179, comma 1, cod. proc. pen., in quanto la trattazione della causa in giorno diverso da quello fissato per la comparizione nel decreto di citazione impedisce l’intervento dell’imputato e l’esercizio del diritto di difesa, equivalendo ad omessa citazione (Sez. 5, n. 12641 del 21/12/2015 – dep. 2016, Galdino, Rv. 267020).

Nel caso di specie è avvenuto che al difensore dell’imputato è stata comunicata una data di udienza diversa, successiva a quella in cui si è celebrato il processo, con conseguente nullità assoluta del procedimento, stante la inesatta indicazione del giorno fissato per la comparizione delle parti davanti al Giudice.
Consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti, per nuovo giudizio, alla Corte di Appello.