Mago condannato per truffa aggravata.

Il reato di truffa aggravata può essere integrato anche dal comportamento di chi sfruttando la fama di mago, chiromante, occultista o guaritore, crei nelle persone offese la convinzione dell’esistenza di gravi pericoli in capo ad esse o a loro familiari e le induca a credere di poter evitare tali pericoli sottoponendosi ai suoi rituali magici, procurandosi così un ingiusto profitto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11114  depositata l’8 marzo 2017.

La condotta dell’imputato, secondo la ricostruzione dei giudici di merito, è consistita nell’accreditarsi come mago presso le pp.oo. e nel vantare le proprie capacità di incidere favorevolmente sulle situazioni familiari delle stesse attraverso riti e pratiche esoteriche, previa corresponsione di consistenti importi di danaro, determinati dalla prospettazione di pericoli ed insidie nei confronti dei congiunti.

Secondo il costante avviso della giurisprudenza di legittimità integra il reato di truffa aggravata il comportamento di colui che, sfruttando la fama di mago, chiromante, occultista o guaritore, ingeneri nelle persone offese la convinzione dell’esistenza di gravi pericoli gravanti su di esse o sui loro familiari e, facendo loro credere di poter scongiurare i prospettati pericoli con i rituali magici da lui praticati, le induca in errore, così procurandosi l’ingiusto profitto consistente nell’incameramento delle somme di denaro elargitegli con correlativo danno per le medesime (Sez. 2, n. 42445 del 19/10/2012, Aloise, Rv. 253647; n. 1862 del 19/12/2005, Locaputo ed altro, Rv. 233361; n. 1910 del 20/12/2004, Simonelli, Rv. 230694).

Si deve in proposito evidenziare che ai fini della configurabilità del reato di truffa, il giudizio sulla idoneità della condotta a trarre in inganno la vittima deve essere effettuato “ex post” ed in concreto, con la conseguenza che la non particolare raffinatezza degli artifizi utilizzati, ovvero la stato di vulnerabilità della vittima, non escludono l’offensività della condotta (Sez. 2, n. 30952 del 15/06/2016, Beltrami e altro, Rv. 267380; Sez. 6, n. 26107 del 14/04/2003, Rv. 225872).