Agevolazione prima casa: non c’è revoca se il ritardo dipende da causa di forza maggiore.

Corte di Cassazione, Ordinanza n. 6076 del 9 marzo 2017.

Nell’ipotesi in cui la mancata trascrizione della residenza nel comune dove è situato l’immobile entro il termine di legge decorrente dall’acquisto resti impedita dal sopravvenire di una causa di forza maggiore, da intendersi quale impedimento oggettivo caratterizzato da 1) non imputabilità al contribuente (neppure per colpa) 2) inevitabilità e 3) imprevedibilità dell’evento, non si perdono le agevolazioni prima casa.

Il contribuente proponeva ricorso avverso l’atto, con cui l’Amministrazione finanziaria procedeva al recupero delle imposte. I giudici della CTR  ravvisavano l’esistenza di una “causa di forza maggiore”, poiché il contribuente si era reso aggiudicatario dell?immobile ad una procedura esecutiva immobiliare, provvedendo a versare il relativo prezzo entro l’anno prescritto dalla legge, ottenendo però il decreto giudiziale di trasferimento ex art. 586 cod. proc. civ. con un ritardo di sette giorni rispetto alla scadenza dell’anno. Il ritardo, pertanto, era a lui non imputabile, né prevedibile.

Gli Ermellini, con l’ordinanza in epigrafe, hanno rigettato il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, procedendo ad un sintetico riepilogo delle “cause di forza maggiore” e facendo riferimento a diversi precedenti della stessa Corte (Cass. sez. V, sent. n. 13148/16; cfr. Cass. sez. V, sent. n. 14399/13; Cass. sez. VI-5, ord. n. 864/16 en. 25/16).

Per i giudici di legittimità, nel caso di specie, la nuova abitazione era stata acquistata ad un’asta giudiziaria e pertanto non era configurabile una “sopravvenuta mancanza di causa del beneficio invocato all’atto della registrazione dell’acquisto” per il “mancato reinvestimento del ricavato della vendita nell’acquisto di altra abitazione” (tale da rendere irrilevante ogni rilievo di forza maggiore, come nel precedente di Cass. sez. V, sent. n. 2552/03). L’acquisto invece vi era stato, ed era stato anche tempestivo con riguardo agli adempimenti pretendibili dal contribuente, quanto ad aggiudicazione e pagamento del prezzo”.

Nella fattispecie in epigrafe il ritardo era riferibile esclusivamente dalla emissione del decreto di trasferimento ex art. 586 cod. proc. civ., necessario per il realizzarsi dell’effetto traslativo nella vendita forzata, avvenuto dopo alcuni mesi dal pagamento del prezzo. Pertanto, la circostanza non può determinare la decadenza dai benefici previsti per la prima casa, trattandosi di evidente causa di forza maggiore.