Autovelox: multa valida se il dispositivo è segnalato entro 4 chilometri.

Autovelox: Corte di Cassazione, Sezione II Civile, sentenza n. 7949 del 28 marzo 2017. 

Nel giudizio di opposizione a processo verbale di contestazione della violazione del codice della strada, il verbale di accertamento della contestata violazione fa fede fino a querela di falso quanto ai fatti attestati dal pubblico ufficiale, che lo ha redatto, come da lui compiuti o avvenuti in sua presenza, senza alcun margine di apprezzamento discrezionale, nonché, limitatamente alla provenienza del documento dal pubblico ufficiale stesso e alle dichiarazioni delle parti.

Il verbale di contestazione di infrazione al codice della strada deve contenere gli estremi dettagliati e precisi della violazione, a norma dell’art. 201 c.d.s., come ribadito dall’art. 383, comma 1, del relativo regolamento di esecuzione con riguardo al giorno, ora e località, prescrizioni dirette entrambe a garantire l’esercizio del contraddittorio da parte del presunto contravventore, ed a fronte delle quali, ove sia stata indicata nel verbale la strada e l’altezza della stessa, è priva di fondamento la doglianza relativa alla mancanza in loco di segnali di progressiva distanziometrica (arg. da Corte di Cassazione, Sezione I, 29/04/2005, n. 8939; Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza del 16/05/2016, n. 9974).

La validità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante autovelox, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata.

La circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità accertata mediante autovelox non sia indicato se la presenza dell’apparecchio fosse stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende, peraltro, nullo il verbale stesso, sempre che di detta segnaletica sia stata accertata o ammessa l’esistenza.

Nel caso di specie, il Comune ha dimostrato che la segnalazione si trovava 1.250 metri prima del punto di rilevamento.

Questa distanza è stata ritenuta dal Giudice del Merito congrua perché la preventiva segnalazione potesse utilmente spiegare i suoi effetti di avvertimento, ed è preclusa alla Corte di legittimità una rivalutazione di tale apprezzamento di fatto (cfr. Corte di Cassazione, Sezione VI, 13/01/2011, n. 680).

Come considerato dalla Corte (Corte di Cassazione, Sezione, 12/05/2016, n. 9770; Corte di Cassazione, Sezione VI, 15/11/2013, n. 25769), ai sensi dell’art. 2, d.m. 15 agosto 2007 i segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante.

La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare, è necessario che non vi sia tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento una distanza superiore a quattro km, mentre non è stabilita una distanza minima, né assume rilevo la mancata ripetizione della segnalazione di divieto dopo ciascuna intersezione per gli automobilisti che proseguano lungo la medesima strada.