Riforma pensioni 2017: Ape, le banche potranno cartolarizzare i prestiti.

Le banche potranno cartolarizzare i finanziamenti per l’Ape, l’anticipo pensionistico previsto dalla Legge di Bilancio, che consentirà di smettere di lavorare anticipatamente in attesa dell’età per l’assegno di vecchiaia. Il prestito potrà essere concesso per 43 mesi, sarà restituito in 20 anni, a partire dalla pensione di vecchiaia, e verrà garantito da un fondo di garanzia gestito dall’Inps.

Ape volontaria: le banche potranno cartolarizzare i prestiti.

La possibilità di cartolarizzazione è contenuta nel D.L. n. 50/2017 e arriva alla vigilia della introduzione dell’Ape volontaria, che dovrebbe partire in maggio.

L’Ape volontaria sarà accessibile a coloro che hanno compiuto 63 anni e ai quali mancano non più di tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia, potendo vantare almeno 20 anni di contributi.

Sulla base dello schema di Dpcm è possibile fare i conti circa i costi e la convenienza dell’Ape. L’anticipo finanziario a garanzia pensionistica sarà calcolato con riferimento all’importo di pensione maturato alla data di presentazione della domanda di certificazione del diritto.

L’importo dell’Ape volontario sarà determinato al netto dell’Irpef dovuta solo per il reddito da pensione, compresa l’addizionale regionale ma esclusa quella comunale, applicando altresì le detrazioni fiscali spettanti e vigenti alla data della certificazione del diritto da parte dell’Inps.

La quota contributiva, che decorre dal 1996 per coloro che avevano meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995, o dal 2012 per coloro che avevano almeno 18 anni di contributi entro il 1995,  sarà calcolata sulla base dei coefficienti di trasformazione vigenti al momento della domanda, superando di fatto la criticità che era emersa dalle schede dell’Inps dove si precisava che l’importo sarebbe stato pari a quello della pensione futura.

A causa degli adeguamenti legati alla speranza di vita che comportano la rideterminazione dei coefficienti (in riduzione), non è possibile stabilire quali saranno quelli vigenti dal 1° gennaio 2019, quando è fissato il nuovo adeguamento.

La commissione di accesso al fondo di garanzia è fissata all’1,60% dell’importo di ciascun finanziamento. Secondo quanto prevede la Legge di Bilancio, la pensione al netto del rimborso Ape non potrà essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo.