Prodotti deteriorati: commette reato il responsabile del supermercato che li commercializza.

Secondo quanto deciso dalla Corte di Cassazione con la sent. n. 19596/17, commette reato il responsabile del supermercato che commercializza prodotti deteriorati.

Corte di Cassazione, sentenza n. 19596 del 26 aprile 2017.

Nel caso di specie il Tribunale aveva condannato il responsabile di un supermercato per aver messo in vendita prodotti in pessimo stato di conservazione, ed alcuni di questi prodotti presentavano tracce di muffa.

Il titolare del supermercato proponeva appello, sostendo che dall’istruttoria fosse emersa l’assenza di correlazione tra la temperatura di conservazione e le muffe presenti sul singolo prodotto.  Le censure mosse dall’appellato erano volte a sovvertire la ricostruzione effettuata dal giudice di primo grado che, sulla base della inidoneità delle modalità di conservazione dei prodotti aveva ritenuto che gli stessi fossero in pessimo stato di conservazione.

Secondo i Supremi Giudici “le doglianze del ricorrente, piuttosto che individuare vizi di motivazione, appaiono dirette a conseguire una diversa valutazione delle risultanze di fatto correttamente considerate dal Tribunale, e, pertanto, sono da ritenere inammissibili. Le stesse non tengono conto che il controllo demandato alla Corte di legittimità va esercitato sulla coordinazione delle proposizioni e dei passaggi attraverso i quali si sviluppa il tessuto argomentativo del provvedimento impugnato, senza alcuna possibilità di rivalutare in una diversa ottica gli argomenti di cui il giudice di merito si è avvalso. Al giudice di legittimità non è attribuito il potere di riesaminare criticamente le risultanze istruttorie, ma solo quello di valutare la correttezza dell’iter argomentativo seguito dal giudice di merito”.
Il ricorso, pertanto, è stato considerato inammissibile.