Ritardo volo: escluso il risarcimento del danno per il generico disagio subito.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10387/2017, ha confermato la decisione del giudice del merito con la quale era stato negato il risarcimento del danno genericamente subito da una passeggera per il ritardo di un volo Shanghai/Milano, della durata superiore alle 4 ore con percorrenza oltre i 3.500 km, richiesto ai sensi del Regolamento Comunitario n. 261/04.

Corte di Cassazione, sentenza n. 10387/2017: escluso il risarcimento per il danno generico subito per il volo in ritardo.

In prime cure, il giudice di pace aveva accordato il risarcimento richiesto, stabilendo che il regolamento UE fosse applicabile in quanto il biglietto era stato venduto da un operatore intraeuropeo, e l’aeroporto d’arrivo era nella UE. Il ritardo era stato stimato in 16 ore.

Il Tribunale aveva invece stabilito che la normativa applicabile al caso di specie fosse la Convenzione di Montreal, respingendo la richiesta di risarcimento di un danno, non specificatamente provato, e qualificato quale «generico disagio».

La Cassazione, dopo aver ribadito che «è estraneo alla esatta interpretazione della norme di legge e inerisce nella tipica valutazione del giudice di merito, la cui censura è possibile, in sede di legittimità, sotto l’aspetto del vizio di motivazione», ha sancito che il Tribunale «con valutazione insindacabile perché riservata al giudice di merito, ha motivatamente ritenuto che non fosse stata fornita la prova del danno lamentato».