Diritto di visita ai figli: nulla la scrittura privata fra coniugi.

I genitori non possono modificare, mediante scrittura privata, quanto stabilito in sede di separazione o divorzio in merito alle modalità di visita dei figli minori.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, con la sentenza n. 20801 depositata il 2 maggio 2017, con la quale ha rigettato il ricorso di un genitore condannato, per aver eluso in più occasioni quanto stabilito con il provvedimento di omologazione della separazione dal coniuge, in merito al diritto di visita dei due figli minori.

Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n. 20801 del 2 maggio 2017.

La Suprema Corte ha chiarito che la nuova regolamentazione intervenuta fra i coniugi è nulla, in quanto tesa alla alterazione dei diritti indisponibili dei minori. Nella ipotesi in cui gli stessi vogliano ottenere un nuovo accordo, modificativo del precedente, si renderà necessaria una richiesta di modifica delle condizioni della separazione o del divorzio da sottoporre al magistrato competente.

Nel caso in cui sia intervenuto un nuovo accordo tra le parti, il genitore che non rispetti il precedente provvedimento emesso dal magistrato in sede di separazione o divorzio, potrebbe essere chiamato a rispondere, ai sensi dell’art. 388 c.p., del reato di “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”.