Equitalia: dal 1° Luglio il Grande Fratello della riscossione.

Si ampliano i poteri del Fisco in materia di controllo delle disponibilità liquide dei contribuenti.

Dal 1 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il nuovo ente strumentale che sostituirà, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, le società del Gruppo Equitalia, avrà ampi poteri di indagine e sarà autorizzata ad utilizzare, anche per le finalità di riscossione, le banche dati e le informazioni in possesso per altri fini dalla stessa Agenzia nonché ad acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’INPS. 

Fisco: rafforzamento dei poteri della riscossione, si attende un miliardo in più di entrate tra il 2018 e il 2049.

Il nuovo Ente potrà così indagare circa la consistenza del conto del contribuente, di quali rapporti finanziari è titolare, l’ammontare del suo stipendio o della pensione, la consistenza dei suoi patrimoni immobiliari. Una radiografia completa al fine di scovare eventuali poste attive sulle quali imporre la riscossione dei tributi.

E’ il potenziamento dei poteri del Fisco varato con il Decreto Legge n. 193/2016, che traduce in concreto il vero motivo dell’incorporazione di Equitalia nell’Agenzia dell’Entrate, aprendo anche ai fini della riscossione le banche dati che precedentemente erano in possesso semi-esclusivo dell’accertatore, superando così il nodo del bilanciamento tra le esigenze di gettito degli enti creditori e la garanzia del diritto alla privacy.

Cartelle esattoriali: dal 1° luglio 2017 possibile il pignoramento diretto del conto corrente.

Il procedimento che si applicherà è quello previsto dall’art. 72 bis del D.P.R. 602/1973, per il quale non è richiesta l’autorizzazione del giudice dell’esecuzione.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, decorsi 60 giorni dalla notificazione la cartella di pagamento, potrà pignorare il conto corrente del contribuente. L’ente di riscossione notificherà l’atto di pignoramento direttamente all’istituto di credito e, solo successivamente, al debitore.

Qualora il debitore, non assolva al pagamento della somma dovuta entro il termine di 60 giorni, l’Agente di Riscossione potrà richiedere alla banca il versamento dell’importo dovuto senza attendere alcuna autorizzazione da parte del Tribunale.

Pignoramento del conto corrente: dal 1° luglio senza alcun procedimento giudiziario.

Il contribuente potrà presentare, entro il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, l’istanza di dilazione delle somme richieste; qualora ottenga l’accoglimento di detta istanza, dopo il pagamento della prima rata, potrà ottenere lo sblocco del conto corrente pignorato.

L’atto di pignoramento potrà essere impugnato di fronte al giudice ordinario. L’art. 2 del D. Lgs. n. 546/1992 dispone infatti che sono soggette alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, escluse quelle riguardanti gli atti di esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento.

Con l’introduzione della disposizione in esame potranno essere acquisite informazioni sulla consistenza finanziaria dei contribuenti: conti correnti, depositi ed ogni tipo di giacenza finanziaria. Sorgono i dubbi sulle eventuali lesioni del diritto alla privacy del contribuente. Sul punto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17203 del 2013, ha sancito che “non sussiste alcuna violazione della privacy, nel momento in cui la società di riscossione richiede al terzo l’acquisizione dell’apposita dichiarazione al fine di conoscere l’importo delle somme, e ciò in quanto l’ente agisce sulla base di un potere conferito dalla legge”.