Crisi dell’avvocatura e rapporto annuale Censis per la Cassa Forense.

Autore: Avv. Tiziana Forestieri.

Dal rapporto Censis emerge un quadro poco rassicurante che descrive l’avvocatura come un settore sempre più investito dalla crisi.

Sebbene la professione forense riesca a mantenere alto il proprio prestigio, una serie di elementi influiscono negativamente, determinando la difficoltà di esercizio e la progressiva diminuzione degli avvocati iscritti all’albo.

Secondo il presidente di Cassa Forense, Nunzio Luciani, questo è un trend in crescita che a breve dovrebbe portare il numero degli avvocati a non più di 120.000.

Il rapporto Censis fotografa perfettamente anche l’autopercezione della professione. Gli avvocati infatti, secondo una percentuale allarmante, considerano sempre più incerto il futuro lavorativo; tanto, in ragione anche del considerevole ridimensionamento del fatturato. Innanzitutto la tendenza, in aumento, dei cittadini a rinunciare a far valere i propri diritti a causa dei, sempre più elevati, costi di accesso alla giustizia e delle lungaggini processuali.

In secondo luogo emerge tra le persone la sensazione di una giustizia incapace di garantire in modo efficace la tutela dei diritti fondamentali. Tali fattori finiscono per incidere negativamente sul ruolo degli avvocati che ricevono, sempre più incarichi per lo svolgimento delle attività di consulenza piuttosto che per quelli di assistenza giudiziaria.

L’avvocatura se vorrà sopravvivere, alla luce di tale evoluzione, non potrà che adeguarsi e rinnovarsi rispetto alle nuove istanze sociali ed economiche.

Autore: Avv. Tiziana Forestieri.

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