Doppio cognome: conta la volontà del minore.

Doppio cognome: conta la volontà del minore. È il principio di diritto enunciato in materia dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 17139 depositata il 13 luglio.

Doppio cognome: conta la volontà del minore.

Nel caso di specie i supremi giudici hanno respinto il ricorso di un uomo che, a distanza di alcuni anni, aveva riconosciuto come proprio figlio un bambino che fino a quel momento aveva portato come cognome quello della madre.

Corte di Cassazione, sentenza n. 17139 depositata il 13 luglio.

Secondo la Cassazione, alla base della decisione non deve esserci l’”esigenza di rendere la posizione del figlio nato fuori dal matrimonio quanto più simile possibile a quella del figlio di coppia coniugata, ma quella di garantire l’interesse del figlio a conservare il cognome originario se questo sia divenuto autonomo segno distintivo della sua identità personale in una determinata comunità”.

Fondamentale la testimonianza del bambino innanzi ai giudici. Il minore aveva confermato di non volere né sostituire, né aggiungere il cognome del padre al proprio, perché il cognome è personale e accompagna per tutta la vita. Per i giudici, imporre il cognome del padre avrebbe turbato il minore e finito per acuire l’astio verso il padre.